“Benvenuti al portone di ingresso delle Langhe e Roero”

dove soggiornare a carrù?

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CARRU' OGGI


È il portone di ingresso in Langhe e Roero. Una volta entrati potete mettervi comodi e sentirvi a casa.

Se capitate nel Castello di Carrù durante l’ultimo venerdì del mese, la leggenda suggerisce che potreste incontrare la Blu. Paola Cristina del Carretto che fu moglie dell’allora signore di Carrù e che ricordiamo in un quadro in cui veste i panni blu della dea Diana. La dea della caccia. Sì perché proprio a caccia fu disgraziatamente uccisa la Dama Blu.

Qui la festa più importante sfida il freddo. La fiera nazionale del bue grasso tutti gli anni si svolge poco prima di Natale, il secondo giovedì del mese di dicembre. Si mangia il piatto che faceva contento Vittorio Emanuele II, il bollito, era la sua pietanza prediletta. Pardon, non un bollito qualsiasi. Il Gran Bollito: 7 tagli diversi e pregiati con 7 diversi ornamenti e almeno 3 salsine tradizionali. Immancabile il bagnet vert di acciughe, aglio, prezzemolo e mollica di pane.

Durante la fiera del bue grasso, il bollito, potete scommetterci, viene servito dall’alba per i più temerari. Nel frattempo i buoi sfilano sotto gli occhi di una giuria che eleggerà i buoi grassi più succulenti.


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CARRU' IERI


L'origine parla celtico, con i Celti Bagienni che hanno edificato Carrù. 

Nel Medioevo il paese fece parte della Contea di Bredolo di Mondovì, per poi passare sotto l'amministrazione della signoria dei Vescovi d'Asti.

Nel 1250 fu ceduta nuovamente al comune di Mondovì alla famiglia dei Bressano, poi sotto altre famiglie fino a finire al marchese di Monferrato verso la fine del 1300. 

Nel XVI secolo Carrù fu preda di saccheggi e di stragi da parte delle truppe francesi e spagnole, nonché decimata da pestilenze e carestie.

Nel 1706 più di trecento Carruccesi presero parte alla difesa di Torino contro i Franco-Ispanici , i quali tra il 1726 ed il 1728, transitando per la zona, si fecero rifornire dagli abitanti del paese, assestando un duro colpo all'economia della zona.

A Carrù transitò pure Napoleone Bonaparte durante la sua discesa in Italia. 

Nel 1799 si stanziarono le truppe austro-russe che dilapidarono Carrù di viveri e ai cittadini furono imposte pesanti tasse. Sorte simile toccò anche l'anno dopo, con i francesi che devastarono la campagna ed imposero pesanti tasse. 

Durante la seconda guerra mondiale, le truppe tedesche presero il controllo del castello di Carrù. 


 

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